mercoledì 29 febbraio 2012

"Quell'angolo di mondo più d'ogni altro m'allieta, là dove i mieli a gara con quelli del monte Imetto fanno e le olive quelle della virente Venafro eguagliano; dove Giove primavere regala, lunghe, e tiepidi inverni, e dove Aulone, caro pure a Bacco che tutto feconda, il liquor d'uva dei vitigni di Falerno non invidia affatto" (Quinto Orazio Flacco)


Sto rinviando questo post da giorni…forse perché l’argomento mi tocca da vicino…forse perché mi infervoro se ne parlo e temo di non riuscire a controllare le parole…forse perché ci sarebbe troppo da dire e devo ancora farmi un’idea chiara di dove fermarmi…in ogni caso non intendo aspettare più…la mia foto di oggi e di ieri (e in realtà anche di giorni precedenti) è per la mia città…per le immagini mi sono fatta aiutare sia dal mio archivio di foto scattate in tanti anni che dai miei amici che girano per le mie strade in questi giorni…

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La storia che ho voglia di raccontare riguarda una città e la sua squadra di calcio…la città è bellissima…con una storia interessante alle spalle che ha origine sin dalla Magna Grecia e una posizione geografica e un aspetto che dimezzerebbe il lavoro a qualunque ente per il turismo che avesse il compito di promuoverne la visita… ma è anche una delle più inquinante d’Europa…con tasso di incidenza di tumori e malattie alle vie respiratorie che supera di gran lunga la media europea…la squadra è attualmente di terza categoria ma vanta una tifoseria che meriterebbe ben altri palcoscenici…con senso dello sport, attaccamento e quell’amore incondizionato che forse si riserva solo ai parenti, ha sopportato negli anni ogni genere di piaga abbattutasi sulla squadra…dai provvedimenti un po’ troppo restrittivi presi nei confronti della tifoseria ai sogni infranti ad un passo dalla qualificazione alla categoria superiore, dai fallimenti societari alle lotte contro il dissesto comunale per avere lo stadio cittadino a norma, da presidenti poco innamorati a limiti tecnici contro i quali c’era ben poco da fare… il destino più volte si è preso gioco di loro ma questo non ha mai tolto la voglia di crederci e perciò non hanno mai fatto venire meno il sostegno alla squadra…se vi fate un giro da noi potrete imbattervi in qualche centinaia di tifosi attendere di notte alle porte dello stadio il pullman della squadra di rientro da una trasferta vinta all’ultimo minuto, solo perché l’allenatore, al microfono dell’intervista tipica di fine partita, in preda all’entusiasmo, invita i tifosi ad accoglierli all’arrivo…oppure potrete vedere i balconi di una città intera che a giugno, ormai da qualche anno senza mollare, si vestono di rosso e blu perché stanno per iniziare i play off e si cavalca il sogno della B…guardando una partita è possibile vedere lo spettacolo emozionante e commovente di due giocatori che si avvicinano alla curva e regalano un mazzo di fiori ai parenti di un ragazzo appena scomparso, un normale tifoso, molto attivo e impegnato per il risanamento di Taranto e che ha dato vita insieme ad altri ragazzi al movimento “Ammazza Che Piazza” che autofinanziadosi si preoccupa di restituire dignità ai luoghi verdi della città… l’amore è forte e il rapporto tra la squadra e la città è stretto…tanto che quando quest’anno l’attuale presidente della società si è trovato in difficoltà e sono cominciati ad arrivare i punti di penalizzazione per il mancato pagamento degli stipendi dei giocatori, un gruppo di tifosi organizzati i “Taranto Supporters” si è mobilitato e senza pensarci troppo ha indetto una raccolta fondi per poter finanziare una o più partite…i cittadini hanno risposto e sono stati raccolti addirittura 11mila euro…non so… a me non sembra qualcosa di così scontato…un sondaggio pubblico su internet ha deciso quale sarebbe stato “lo sponsor” da applicare sulla maglia per la partita finanziata…lo slogan scelto è stato “RespiriaAMO Taranto”…la Lega PRO approva…la maglia si stampa…
l’emergenza ambientale da noi è elevata e faticosamente negli anni qualcosa si muove…la sensibilità è aumentata…i tarantini prendono coscienza ogni giorno di più della condizione di morte e distruzione nella quale stiamo precipitando…cambiare è un processo lento e difficile…soprattutto quando un fumo nero che spara al cielo ogni giorno è diventato talmente tanto abituale da togliere la possibilità di immaginare un futuro diverso…ma qualcosa sta accadendo…il futuro diverso comincia a sembrare possibile… e così, sempre se ti fai un giro da noi, puoi imbatterti in manifestazioni organizzate o spontanee, programmate o estemporanee…puoi incontrare giornalisti di testate nazionali in grado di fare le “domande giuste”…si scrivono perizie che addossano responsabilità…si iniziano processi...puoi leggere sui muri o in striscioni appesi, slogan scritti a mano o  graffiti manifestanti il disagio, creati da ragazzi molto lontani dagli schieramenti politici…”respiriAMO TARANTO” ben si sposa con tutto questo…con questa presa di coscienza…con questa ventata nuova e sana…del resto lo sponsor sono i tarantini…lo slogan deve esprimere quello che meglio li rappresenta…o forse no…sì, perché la partita sabato c’è stata ma la squadra è scesa in campo con una maglia senza sponsor…la Lega PRO il giorno prima della partita, quando sembrava che ormai fosse tutto deciso e l’entusiasmo cittadino era alle stelle, ha deciso di vietare alla squadra di giocare con quella maglia…pare che si fosse improvvisamente accorta che in realtà lo slogan nascondesse un messaggio politico…boh, forse leggendo la stampa al contrario (come si fa con l’ascolto di alcuni dischi dei Led Zeppelin) si può riscontrare il messaggio subliminale di andare a votare per il diavolo…a quanto pare per il diavolo votano loro…perché non si può non pensare che la volontà politica in realtà sia dietro questo divieto… una volontà politica che non guarda affatto all’esigenze e alle richieste della società che la riguarda…
paradossalmente è quasi un bene quello che è accaduto…i giochi sono abbastanza chiari ora agli occhi di tutti…anche di quella parte di cittadini che si ostinava a disinteressarsi delle sorti cittadine…e l’indignazione è forte…

perchè tutto questo non riguarda più solo l’amore per lo sport e per la squadra locale ma una città intera che continua ad essere vessata e maltrattata come se non esistesse…si perché Taranto merita di essere salvata non solo per il patrimonio storico e artistico che conserva tra le vie della sua città, non solo per il mare che la circonda che è uno spettacolo naturale senza pari, non solo per le cozze e la puccia agli uccelletti, non solo per i citri, per il bisso, per i riti della Settimana Santa, per il rosone di San Domenico e il cappellone di San Cataldo, non solo per il pranzo "da Ugo" o il panzarotto "di Ernesto", non solo per la Raffo bevuta in piazza fontana il giovedì santo o per la passeggiata sul lungomare, non solo per l’apertura del ponte girevole o lo spettacolo dal ponte di pietra, non solo per il mercato del venerdì alla Salinella o del sabato ai Tamburi, non solo per il teatro Tatà, per la villa Peripato, Cimino o il Parco Archeologico, non solo per i fiori che da 34 anni ricordano Iacovone o per lo stadio che ospieterebbe senza modifica alcuna avversari di serie B, non solo per un museo che ospita una collezione di Ori della Magna Grecia famosa in tutto il mondo…Taranto merita di essere salvata perché è una città ABITATA…e perché i tarentini sono capaci di grandi gesti…forse a volte un po’ discontinui…ma questo capita quando le difficoltà da affrontare sembrano non finire mai…perché è difficile mantenere alta l’attenzione su tutto quando il tutto è davvero troppo…ma i tarentini ci sono…e si sente…è il momento di riprendersi la città…e il momento non va’ sprecato…ora va’ davvero mantenuta l’attenzione alta su tutto…e ogni forza va’ coinvolta…ogni risorsa…

 perché scene come questa che si vedevano ieri da ogni punto della città devono essere denunciate a gran voce…uno spaventoso fumo nero a causa di un incendio dovuto all’esplosione di un trasformatore del reparto tubificio, che fortunamente non ha provocato feriti, non va’ più dimenticato dopo un giorno e catalogato come incidente “messo in conto”…noi tarantini non dobbiamo più permetterlo…
sono orgogliosa quando vedo i miei amici diffondere ripetutamente le notizie di tali eventi sui social network,
quando, se non sono a Taranto, mi spediscono le foto di manifestazioni improvvisate sotto il palazzo di città (in pochi o in tanti non ha importanza ora, bisogna solo continuare a farlo) con lo scopo di gridare in continuazione che si è arrivati al limite, quando leggo sempre più articoli di testate nazionali che riguardano la nostra drammatica situazione, sono orgogliosa quando la squadra decide di mettere in vendita la maglia ufficiale usando come sponsor “respiriAMO TARANTO” e ovviamente spero che nasca un accordo nuovo che metta in vendita anche altre maglie con la stessa scritta affinchè possano essere indossate da tutti…perché all’interno di una famiglia ogni componente ne possa portare una, dal figlio di 2 anni alla nonna di 80…e perchè la prossima domenica con partita giocata in casa tanto lo stadio si riempia di tifosi e spettatori di ogni età con indosso un’unica maglia, quanto la pasticceria sotto casa, la piazza del centro, il ristorante cittadino si riempiano di cittadini ugualmente vestiti, orgogliosi e consapevoli.
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martedì 28 febbraio 2012

"Perché ognuno è l’ebreo di qualcuno" (Primo Levi)

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Ieri niente post del giorno…ma tante foto scattate…come direbbe il mio amico di una vita Francesco “le pischetoliadi ieri si sono concluse”…sì perché venerdì è stato il mio compleanno e i festeggiamenti iniziati giovedì sera, sono terminati ieri…è stato un bel compleanno…ricco di persone, risate, torte, autoscatti, cibo, parole…da oggi un altro anno comincia…speriamo sia buono…di sicuro oggi è stata una giornata emozionante…una di quelle che ti cambiano il punto di vista sulle cose…

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…nell’aprile del 1945 mio nonno, a 29 anni, veniva liberato dai Mongoli, terrificanti ai loro occhi di prigionieri impauriti, dal campo di concentramento in Germania in cui era stato deportato nell’agosto dell’anno precedente…oggi in una manifestazione che chiude il "Mese della memoria", è stata ricordata la sua fortuna, e quella di altri 8 pugliesi, di essere sopravvissuto ad una delle esperienze più dolorose e terribili della storia del genere umano ed è stata riconosciuta loro una medaglia d’onore…mio nonno non ha potuto godere di questo riconoscimento, ma c’è stato un uomo di 95 anni che si è avvicinato con le sue gambe al tavolo delle celebrità per ritirare la medaglia che portava il suo nome inciso sopra, e ha chiesto di poter parlare…e ha spiazzato e commosso profondamente tutti…fino a quel momento si erano sprecate ben poche parole, assolutamente di circostanza, senza alcuna emozione e che non nascondevano la sola necessità di “sbrigare la pratica”…l’atmosfera solenne e drammatica, degna dell’evento, è stata poi ricreata da un baritono e un quartetto d’archi che si sono esibiti in 6 brani che tra il 1943 e il 1945 sono stati composti da uomini delle più svariate attività e estrazioni sociali nel corso della loro prigionia all’interno dei campi di concentramento per tenersi in vita e sopravvivere alla disumanità che subivano ogni minuto di quei giorni, e che sono una parte di circa 4000 brani che compongono la cosiddetta "musica concentrazionaria"…ma sono state le parole di quest’uomo a commuovere profondamente i presenti e resitutire la giusta drammaticità all’evento che si tentava goffamente di ricordare…quest’uomo ha ricordato incisivamente che chi ha passato lì un periodo della sua vita ha scoperto il significato dell’espressione “morire ogni giorno”…morire in guerra è facile…è un momento…ma morire ogni giorno è dover convivere con un dolore del quale non ti libererai…è vivere di paura…è qualcosa che io non posso immaginare e tanto meno scriverne…ha ringraziato per la medaglia ricevuta ma chiedendo scusa ha sventolato in aria due taccuini scritti in ogni pagina…erano pagine di pensieri e vita sue e di chi ha condiviso con lui i minuti di quei giorni, scritte quotidianamente per due anni…era questa la sua medaglia…come il suo orgoglio e la dignità di aver rifiutato i soldi che gli erano stati offerti per pubblicarlo…ha ricordato coloro che sono stati liberati l’8 settembre con lui e tutti quelli che ha lasciato lì…e scusandosi per lo sfogo ha ripreso il braccio del nipote che l’aveva accompagnato al centro della sala ed è tornato a sedersi…dopo di lui hanno chiamato il nome di mio nonno e ho visto mio zio percorrere la sala per ritirare la medaglia…la commozione è arrivata facilmente…

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
 (Primo Levi)

domenica 26 febbraio 2012

365/36

Oggi non avevo la foto adatta a questo mio appuntamento con il mio blog...allora ne uso una in prestito dalla rete, che spesso mi torna in mente strappandomi sempre un sorriso, e che mi ricorda come "salvarmi" da me stessa e dal mondo che il più delle volte ho intorno...


"Principio sommo di ogni educazione:

che si dia del cibo soltanto a chi ne ha fame!" (Friedrich Nietzsche)


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sabato 25 febbraio 2012

"And so today, my world it smiles" (Led Zeppelin)

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la mia foto è per lo spettacolo più bello di oggi...il colore del cielo poco dopo il tramonto...ed è un peccato che la mia macchina fotografica non sia riuscita a fermarlo come'era...io lo ricordo bene e ho voglia di dedicarlo ad alcune persone che oggi mi hanno fatto stare bene...ai miei per i quali sarò sempre piccolina, ai miei amici che si prendono cura di me, a quelli che oggi mi hanno fatto ridere e a quelli che mi hanno dedicato un po' del loro tempo, sia che fossero con me, che a casa in pigiama che circondati dalla neve, che in una provincia diversa o addirittura in una nazione diversa...ai miei cugini e ai miei zii che adoroe che hanno sempre un pensiero per me...è stata una bella giornata ed è merito loro...buonanotte

martedì 21 febbraio 2012

365/32



Io ci provo ogni tanto, ma devo definitivmente accettare di non essere portata per il giardinaggio…ma questo non riduce la mia sensibilità nei confronti di uno stile di vita più critico e attento…intendiamoci, amo il privilegio di vivere in una parte del mondo in cui poter godere di molte comodità e non intendo rinunciare a tecnologie o progresso per abbracciare uno stile di vita più “primordiale”…quello che cerco di fare, di solito, è tenermi informata quanto possibile e adottare nella mia vita quotidiana piccole scelte che guardano con interesse a quel concetto di sostenibilità di cui si parla spesso…a questo proposito oggi ho voglia di segnalare un paio di inziative…


 Della prima ne ho già parlato ampiamente qui…si tratta della iniziativa del sito “doveconviene.it”, che si occupa della diffusione dei volantini on-line con il proposito di ridurre lo spreco di carta dovuto al volantinaggio…”doveconviene.it” si impegna a piantare 1 albero per ogni blog che aderisce all’iniziativa, in accordo con la ONG “iplantatree.org” che sprona a piantare alberi in maniera attenta affichè non si alteri l’equilibrio di CO2 e di “pubblicizzare” l’evento sul sito, perché si crei una foresta virtuale affiancata a quella reale, oppure si attiva a farlo in prima persona utilizzando i finanziamenti e le donazioni che riesce a recuperare…il bottone verde sulla destra del mio blog indica che ho aderito a questa iniziativa, e che perciò un albero è stato piantato per il mio blog, neutralizzando le emissione di CO2 che emetterà per almeno 50 anni!!!!
Lo staff di “doveconviene” mi ha recentemente scritto, comunicandomi che, in seguito a questa iniziativa, sono riusciti a piantare ben 800 alberi a Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), ma che se si riuscisse ad arrivare a 1000 entro la fine del mese di febbraio, “iplantatree” si impegnerebbe a piantare a sue spese altri 100 alberi, per premiare l’impegno dell’iniziativa “CO2 NEUTRAL”…perciò spero che questa nuova pubblicità serva per sensibilizzare nuovi blogger e convincerli ad aderire prestissimo a questa iniziativa!!! 
"Abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un transistor"
(Fulco Pratesi)

 La seconda proposta di oggi è dedicata ad un nuovo progetto sul web, nato da pochissimi giorni “Kyosei”.
Il mio amico Francesco, che l’ha ideata e messa on line, si propone di creare una “rete virtuale nella quale gli argomenti principali siano ecologia, riuso creativo, riciclo, ambiente e tutto quello che sa tingersi di verde…” Sostiene di non voler creare un vero è proprio social network ma “una rete di idee per rendere migliore un mondo alla deriva. Grazie a brevi messaggi può essere possibile lanciare discussioni su cosa possa essere meglio o peggio per il nostro stile di vita”. Francesco pur essendo giovanissimo, è molto sensibile e attento alla tematiche ambientali e si batte come può per tutte le cause che ritiene possano rendere migliore il nostro territorio. È una mente sveglia e attiva e spero che il suo progetto decolli…avere una piattaforma sulla quale affrontare, senza divagazioni o distrazioni, argomenti tanto attuali e importanti, scambiarsi idee, far nascere iniziative, diffondere notizie a tematica ambientale, mi sembra un bel proposito…perciò, se vi interessa l’argomento, create il vostro account su Kyosei …e non spaventatevi se per ora si è in pochini…il sito è on line da meno di una settimana, sta ad ogni iscritto dargli forza e farlo crescere e conoscere…
"I pensieri sono perle false finché non si trasformano in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo" 
(M. K. Gandhi)



lunedì 20 febbraio 2012

365/31



Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po' arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po' meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.
(Banana Yoshimoto Kitchen)

domenica 19 febbraio 2012

"Sei contento? È carnevale, e tu sei molto fortunato... non hai bisogno di vestirti!"

365/30


Il giorno in cui sono nata era la domenica di carnevale…e considerando che il carnevale cade sempre più o meno nello stesso periodo, è facile immaginare che io sia cresciuta partecipando a feste in maschera organizzate per il mio compleanno…anche no!! I miei genitori hanno capito ben presto la mia avversione per questo evento e per evitare una lesione permanente alle mie corde vocali (e ai loro timpani) a causa dei pianti e delle urla con cui riempivo la casa quando tentavano di disegnarmi due gote rosse sul viso, che ben si sarebbero adattate al vestitino da fungo che indossavo all’età di 2 anni,  hanno abbandonato subito l’idea di usare matite colorate o articoli del genere su di me in questo periodo dell’anno (che poi, da fungo??!!! Sarà forse per questo che odio il carnevale???? Quei bei vestiti da principessa o Biancaneve???...che mia madre sia una fissata per l’originalità si vede anche da queste scelte)…non a caso ho aspettato i vent’anni prima di cominciare a mettermi un po’ di mascara…e ancora oggi è assolutamente normale vedermi uscire di casa completamente struccata…
Anche con i costumi ho avuto un rapporto sempre un po’ conflittuale…oltre al già citato vestito da fungo, ho indossato i panni di un cuoco, di un’attivista hippie, di un uomo (unica occasione in cui ho accettato che mi venissero disegnati un paio di baffi…che ho lavato nel bagno della mia amica che aveva organizzato la festa)…insomma, la mia insicurezza e timidezza erano messe a dura prova da maschere poco usuali e che perciò facilmente catalizzavano l’attenzione…il risultato viene da sè…non mi maschero più dall’età di 10 anni e declino ogni invito per  feste in costume organizzate in questo periodo, e aspetto che passino questi giorni sperando di non essere colpita da stelle filanti o da coriandoli sparati da bombolette spray…
Ma, visto che con il passare degli anni tendo ad essere sempre meno chiusa e categorica, e mi pongo tra i miei obiettivi quello di superare i miei limiti mentali, stamattina ho messo da parte ogni mia ostilità nei confronti di questa festa e sono uscita di casa armata di macchina fotografica…l’idea era quella di farmi un giro al parco prima di pranzo…alla fine devo dire che è andata bene:
nessun coriandolo mi ha colpito, 
un gruppo di artisti di strada mi ha piacevolmente intrattenuto per più di mezz’ora, 
ho incontrato un sacco di vip: Biancaneve, Batman, l’uomo ragno, Zorro, Minnie, Super Mario,
ho assistito allo spettacolo fantastico di indiani e cowboy che giocavano insieme, 
mi sono riempita della vista di tanti genitori inteneriti e felici

…insomma, oggi il Carnevale batte Alessandra 1-0.


"Prendete della cioccolata, perché le compagnie più cattive vi sembrino buone" ( Madame de Sévigné)

365/29




perchè a volte in una confezione di gocce di cioccolato, in un po' di farina, in delle tegliette di alluminio e in un forno acceso a 170°C per 40 minuti ci può essere la soluzione per molti cattivi pensieri...





sabato 18 febbraio 2012

Scusatemi, mentre bacio il cielo! (Jimi Hendrix)

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Questo era il colore del cielo (meraviglioso) che questa mattina c’era sopra la mia testa…e quella sono io…o meglio un’immagine di me…oggi posto questa foto anche se avrei voluto scattarne un’altra…altrove…si perché solo l’immagine di me era sotto quel cielo ma la mia testa e il mio cuore erano nella mia città…nella mia città dove oggi ci si batteva per il colore del cielo…si perché da noi il cielo non è blu…e le nuvole non sono bianche…da noi spesso è tutto rosso…non solo all’ora del tramonto…se rientri a Taranto in piena notte, prima di attraversare il ponte dal quale potrai godere della vista magica della città vecchia che si erge sul mare, stai attento perché il rosso del cielo potrebbe abbagliarti…e il rosso è il colore del pericolo…si perchè da noi la fortuna si misura nel numero di parenti che ti sono ancora rimasti o che non avranno una visita specialistica prenotata periodicamente ogni 6 mesi…oggi centinaia di tarantini erano riuniti di fronte al Tribunale a pretendere che gli vengano restituiti tutti gli altri colori…oggi c’era il primo passo verso quello che si spera sia un maxi processo contro l’Ilva di Taranto…l’acciaieria che da più di 50 anni occupa il nostro territorio e che dietro la promessa di un posto di lavoro si è presa molto in cambio…si è presa il suolo (occupando una superficie due volte e mezzo più grande della città), il mare (versandoci all’interno materiali tossici), l’aria (inquinandola con fumi nocivi oltre ogni limite tollerabile, se mai ce ne fosse uno), il colore delle strade e degli edifici del quartiere Tamburi e del cimitero cittadino (diventati rossi per via delle polveri di minerale tossico che trasportate dal vento aderiscono a TUTTE le superfici che incontrano), le nuvole (non più condense d’acqua, manifestazione di un ciclo naturale di elementi ma insieme di polveri inquinanti, fumi rossi, liquidi tossici misti ad atmosfera e umidità che circolano per i cieli cittadini e non più adatte a giochi per la fantasia dei bambini), si è presa gli animali intossicati da erba velenosa e i nostri prodotti agricoli non più sicuri e commercializzabili…si è presa le persone di questa città, il sudore del loro lavoro non sempre garantito, spesso la loro vita e quasi sempre la loro salute…recentemente qualcuno in città ha detto davanti ad un microfono “sotto il rischio c’è il guadagno”…scatenando contestazione e scoramento, ma probabilmente ha ragione…lo prendo in parola…è questo che bisogna fare…rischiare…presentarsi sempre a tutte le udienze d questo processo e rischiare…rischiare un ritardo a lavoro o una giornata di studio…rischiare di essere soli…rischiare di essere contestati…rischiare di rimanere fuori…esserci tutte le volte in cui sia possibile farlo…e mantenere sempre alta l’attenzione…non smettere di parlarne…sia che si stia vicini che da lontano…rischiare di essere noiosi e pesanti…rischiare di infastidire…rischiare di prendersi qualche offesa…rischiare…perciò è quello che farò anche io…oggi non ero lì…non ero a Taranto…ma cercherò di esserci la prossima volta…ma se dovesse essermi impossibile la mia attenzione rimarrà alta…perché alla fine il guadagno sarà anche il mio…

http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/02/17/news/ilva-30040721/

giovedì 16 febbraio 2012

"sono solo parole"

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E dopo san valentino ecco un nuovo argomento generalista…ma che piega sta prendendo sto blog!!!!
 …nessuno lo guarda…tutti lo trovano mediocre e ogni anno menti illuminate e impegnate storcono il muso di fronte a chi ammette di averci dedicato anche 5 minuti della proprio sera…sì, parlo di sanremo…e non è che si possa dire che i critici abbiano tutti i torti…ma io molte di quelle sere davanti alla tv ci sto…certo quest’anno senza il migliore commento alla radio non è la stessa cosa…il divertimento è dimezzato…ma sono anni che lo guardo (o sento) commentandolo istantaneamente con un paio di persone che adoro e amo questa nostra piccola tradizone...come i commenti prima di andare a dormire…negli anni sono cambiati i posti e i mezzi attraverso i quali comunicare…e spesso le esilaranti conversazioni sono state fatte in gruppi più o meno ampi…e so che questa è un’abitudine condivisa da molti …perciò non mi interessa quanto possa essere banale, nazional popolare, scarso o “anziano”…è solo l’ennesimo programma di tale "caratura" del servizio pubblico…io so solo che in questa settimana dell’anno televisivo passo un sacco di buon tempo con i miei amici…perciò va’ bene così…e quindi grazie per stasera…

martedì 14 febbraio 2012

365/25

Nel dibattito che si apre il 14 febbraio tra coloro che lo vedono tutto cuori, cene a lume di candela, regali e passione, e quelli che invece lo detestano, ignorandolo e guardando con aria compassionevole gli appartenenti alla prima categoria, io mi schiero così: 
non l’ho mai festeggiato, pur avendo spesso un fidanzato accanto…
odio i cuori, questo tutti giorni dell’anno…
sono romantica, ma non troppo...
mi imbarazzano molto le dichiarazioni d’amore gridate troppo forte…
insomma, non credo che vincerei il titolo per la migliore torta a forma di cuore preparata per il proprio fidanzato/compagno/marito…
Ma…non posso negare che il messaggio che mi ha mandato questa mattina l'uomo più importante della mia vita, mi ha fatto iniziare con un sorriso questa giornata, e che la sovraesposizione odierna della parola amore mi ha fatto venire in mente una raccolta di poesie di Pedro Salinas comprata forse 8 anni fa, che ho amato molto e che avevo dimenticato…probabilmente, prima o poi l’avrei riletta…ma questo giorno ha anticipato il “destino” e bisogna dargliene atto…


La forma de querer tù
es dejarme que te quiera.
El sì con que te me rindes
es el silencio. Tus besos
son ofrecerme los labios
para que los bese yo.
Jamás palabras, abrazos,
me dirán que tù existías,
que me quisiste: Jamás.
Me lo dicen hojas blancas,
mapas, augurios, teléfonos;
tù, no.
Y estoy abrazado a ti
sin preguntarte, de miedo
a que no sea verdad
que tù vives y me quieres.
Y estoy abrazado a ti
sin mirar y sin tocarte.
No vaya a ser que descubra
con preguntas, con caricias,
esa soledad inmensa
de quererte sólo yo.

sabato 11 febbraio 2012

"La musica è l'armonia dell'anima" (Alessandro Baricco)


365/21

"Si prega di non spegnere la radio.grazie"

Ho letto questa frase su un foglietto, attaccato con nasto adesivo sul mini stereo della gastronomia in cui ho passato (in ottima compagnia) la mia pausa pranzo...e mi dispiace non averla fotografata...se dovessi passare di nuovo di lì, non mi lascerò scappare l'occasione...accolgo la richiesta stasera...la giornata è stata lunga e pesante...sarà un bel modo per addormentarsi...



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giovedì 9 febbraio 2012

"Même le diable fut un ange au commencement"

365/20

Foto dedicata agli orecchini che ho indossato tutto il giorno…fanno parte della linea a cui ho dato il nome di "gli sCOPPIAti”…la mia prima collezione!!!! Sono realizzati in alluminio interamente traforato a mano e poi rifiniti con effetto opaco…oggi ho portato un angelo e un diavolo...visto il tema della mia giornata (lo si può scorgere sullo sfondo della foto), non poteva esserci immagine più adatta…le mie due anime hanno combattutto tutto il tempo…

Il mio lavoro con l’alluminio è cominciato tutto da questa idea…due…non doppio ma completamento o contrapposizione…e così ho inziato a sviluppare questo progetto (e a usarlo come mezzo di comunicazione...obiettivo principale dei miei lavori)...


"Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. 
Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato".
Erri De Luca

mercoledì 8 febbraio 2012

"Winter is colder than summer" (The calorifer is very hot)

365/19
Questa natura morta vintage è la mia foto del giorno…fotografata in stile polaroid per contestualizzarla meglio… questo oggetto è il bene più bramato nella biblioteca della mia città…causa maltempo, che mi impedisce di spostarmi, sto vivendo l’esperienza di passare molto tempo in questa struttura tanto avveneristica  e avanguardista quanto poco funzionale e silenziosa…ed è in questo posto alquanto scarno di libri e comodità che si consumano cruenti duelli per contendersi l’unica stufa dell’edificio!!! (che come si può ben vedere è anche l’ultimo modello uscito nel ’89!!!)…ora, che non si pensi che questa struttura di due piani, dalle dimensioni di non meno di 200 mq a piano non sia riscaldata! Prima non lo era per problemi economici comunali che ci costringevano a frequentarla solo nei periodi caldi (e meno male che dalle mie parti l’inverno, di solito, dura poco e non è rigido)…adesso invece alcuni dei caloriferi (a vento caldo!!!) a disposizione (solo poco più recenti rispetto alla stufa) vengono accesi,  rigorosamente al minimo… avvicinandosi è infatti facile percepire una arietta freddina che ben si discosta dal gelo permanente del resto della stanza…in questo scenario desolante spicca lei…il santo graal…excalibur…il privilegio per pochi…l’anno scorso le stufette che si aggiungevano all’abbondante riscaldamento delle sale erano 3…quest’anno ne è rimasta solo una!! Ed è ovviamente appannaggio del più veloce o dei più veloci a puntarla e raggiungerla in discrete e distinte gare di velocità (siamo pur sempre in una biblioteca)…oggi l’ho vinta io!!! Non subito eh?! Dopo aver osservato per tutta la mattina i suoi spostamenti ed essermi posizionata in maniera da non perderla mai di vista, un attimo prima di fare la pausa pranzo mi sono lanciata sul posto lasciato libero al tavolo del vincitore del “primo turno”… e me la sono goduta fino alla chiusura… perciò se qualche volta, verso le 8 di mattina, vi dovesse capitare di passare dalle parti di questo edificio e doveste scorgere una folla di ragazzi in tenuta da maratoneta in attesa dell’arrivo dell’orario di apertura, non stupitevi, sono semplici studenti o fruitori della nostra biblioteca cittadina!!


martedì 7 febbraio 2012

"come va' il mondo?"

365/17
365/18
Questa è la mia foto del giorno…di ieri!!! Rientrando a casa ieri sera il mio computer ha bloccato ogni tentativo di pubblicare il mio post quotidiano…e allora oggi di foto ve ne beccate due!!!!

So che lì dove c’è molto successo, molta allegria e la tendenza a stare sempre “dalla parte giusta” è facile che piovano critiche e diffidenze…probabilmente perché è facile cedere alla mediocrità…anche io sono un po’ snob in questo senso…ma intendo mettere da parte per un po’ il mio lato intellettualoide e “pseudo sofisticato” spesso alla ricerca del film d’autore di 3 ore in lingua originale, che mi porta a svegliarmi la mattina ascoltando jazz, che mi fa essere attratta da gruppi emergenti dalle sonorità ricercate e contenuti cripticamente intensi, che mi fa andare in giro con la borsa appesantita da libri dello stesso spessore di un mattone scritti probabilmente a inizio secolo o poco prima, o che spesso mi porta a essere colpita dell’artista d’avanguardia…voglio abbandonare tutto questo per dare libero sfogo e spazio all’altra faccia di me…quella che si commuove guardando la pubblicità di un rasoio da uomo o l’ultima scena di un telefilm con un sottofondo di musica pop, che ascolta tanto, tantissimo cantautorato italiano, conosciutissimo ma poesia pura (e in fondo anche Ungaretti gode di una certa notorietà!!), che sorride di fronte alle commedie americane dai cast ricchi e piene di buoni sentimenti, che si lascia andare a letture leggere e favole prima di addormentarsi se ha avuto una giornata pesante…perché ieri sera è questo lato meno ingessato e rigido che ho alimentato…io non so se a Lorenzo Cherubini si possano veramente associare termini come “buonista”, “semplice”, “nazional-popolare”…sono le opinioni che a volte sento o leggo in giro…ovviamente non è il mio pensiero…ma non intendo minimamente recensire il suo lavoro o la sua carriera (piena di successi e riconoscimenti)…ognuno esprime ciò che ha…ognuno riceve ciò che vuole…io so solo che ieri sono stata bene…ho visto uno spettacolo dentro un concerto…sofisticato e studiato fin nei minimi particolari…con una fotografia incredibile e la capacità impressionante di creare un mondo intorno a ogni esibizione…ho sentito della musica suonata ad altissimo livello da musicisti entusiasti e di fronte ai quali ci si dovrebbe inchinare…ho goduto di un performer eccezionale…ho partecipato ad un evento creato da chi aveva qualcosa da dire e lo ha fatto interagendo strettamente con chi era lì per lui…e mi sono divertita tantissimo…ho ballato ogni minuto e ho cantato gridando…e ho sorriso tutto il tempo…per più di due ore…è stato bello…e forse il palazzetto della mia città non è il più adatto ad ospitare uno spettacolo come quello…sembrava così piccolo che si aveva l’impressione che la struttura del palco l'avrebbe “sfondato”…ma ci ha permesso di vivere questo evento a stretto contato con lui…una interazione reale e profonda…dovuta alla vicinanza fisica ma soprattutto alla sua incredibile capacità di comunicazione…è stata una festa privata dall’atmosfera raccolta…è stato un regalo in più in una serata già ricca…e mi sono convinta che dovrei abbandonare il mio lato oscuro e rigido decisamente più spesso!!!!


domenica 5 febbraio 2012

"Gli uomini che prendono sul serio gli altri mi fanno compassione, quelli che prendono sul serio se stessi mi fanno sganasciare dalle risa" (Aldo Palazzeschi)

365/16
Ore 18.00 circa…città italiana…strada principale…sono ferma in attesa del pullman che mi porterà a casa dei miei e mi guardo intorno…noto due donne…divisa da agente della polizia municipale…parlano sul marciapiede…poi d’improvviso decidono di attraversare la strada …non c’è troppo traffico in questo momento e il passaggio pedonale è ben segnato in rosso sull’asfalto grigio…ma, come se ci fosse una processione in procinto di attraversare una via del centro nell’ora di punta, una delle due donne ponendosi quasi al centro strada, alza il braccio…lo tende in avanti e in alto, molto al di sopra della sua testa, e la sua mano è ben aperta e tesa…fa teatralmente cenno alle auto di fermarsi…e così accade…l’unico veicolo che sta per arrivare si ferma, come in attesa che la statua del Santo attraversi la strada … dopo uno sguardo verso il marciapiede e un cenno con la testa a due ragazzi che conversano vicino ad una transenna, e che si ritrovano così, quasi inconsapevolmente, dall’altro lato della strada, l’agente della polizia municipale continua, in compagnia della collega, la sua interminabile e enfatica traversata della corsia… sempre braccio alzato e testa dritta…giunta sulla deserta pista ciclabile che divide in due la carreggiata, dopo aver fatto riprendere la circolazione ormai bloccata da minuti creando grosse circonferenze con le braccia, richiama l’attenzione di tre ragazzi che procedono vicini, uno solo di loro è in bicicletta…sono ormai a  non più di 50 metri dalla fine del percorso ciclabile… l’infaticabile agente  li costringe a tornare indietro fino all’attraversamento pedonale, percorrerlo, affinchè continuino, bicicletta alla mano, il loro cammino sul marciapiede stretto e pieno di gente, dal momento che non è sicuro percorrere a piedi una pista ciclabile, anche se deserta… osservazione corretta…nulla da obiettare…se non che vivo convinta che il buon senso “salverà  il mondo” più del rigore…a questo punto credo di aver visto tutto, ma non posso non notare la luce che si è appena accesa negli occhi del dipendente pubblico del giorno… nell’indicare le strisce pedonali ai ragazzi, deve aver scorto in lontananza una autovettura dai colori familiari…e così eccola lì, fermarsi all’improvviso nel bel mezzo della corsia ciclabile (e questo le pare sicuro?) , petto in fuori, pancia in dentro, mano alla fronte… il saluto militare perfetto alla volante della “polizia municipale” che percorre la corsia…l’attraversamento della strada in senso opposto non è meno teatrale…solito braccio alzato e camminata lenta e fiera, soliti cenni ai passanti sui marciapiedi che questa volta rispondono imbarazzati di non dover attraversare, soliti grossi cerchi per far riprendere la circolazione delle macchine in fila, in surreale attesa paziente (misericordia?commiserazione?rassegnazione?) che questa commedia tutta italiana abbia termine…una volta raggiunto il marciapiede, i due rigorosi “ausiliari di pubblica sicurezza” si allontanano pronte a proseguire la loro onerosa giornata di lavoro, liberando la città da caos e traffico…durante questo spettacolo gratuito al quale sto assistendo, e che mi sta facendo trascorrere senza noia l’attesa del pullman, non posso fare a meno di notare una certa concentrazione di fari di automobili  sulla strada, un centinaio di metri più avanti rispetto a me…nella stessa direzione in cui si sono appena mossi i nostri due irreprensibili agenti…sono passati pochi minuti e sono sul pullman, in direzione di quelle luci…effettivamente qualcosa è successo…una macchina, ha sbandato e perso il controllo dell’auto…ha colpito le transenne che delimitano la pista ciclabile al centro della carreggiata…risultato: transenne divelte e automobile che occupa per metà la zona ciclabile…c’è molta gente: ciclisti, passanti, auto ferme…tutte per soccorrere la donna al volante in evidente stato di shock e rendersi conto dell’accaduto…ma nessun vigilie intorno…

sabato 4 febbraio 2012

"È il desiderio che crea ciò che è desiderabile, è il progetto che pone il fine" (Simone de Beauvoir)

365/15

La mia foto di oggi è per alcuni dei miei progetti lasciati a metà…stasera ho riaperto la scatola che li contiene e ne ho tirati fuori un po’…orecchini rotti o spaiati…collane non finite…ciondoli privi della possibilità di essere indossati…bracciali senza chiusura…pietre acquistate ma senza un’ idea ancora disegnata…ci vorrà ancora un po’ di tempo e poi, uno alla volta , ogni progetto finito vivrà il suo momento di gloria su questo blog e addosso a me…o a chiunque vorrà indossarlo…

Vi auguro sogni a non finire
la voglia furiosa di realizzarne qualcuno
vi auguro di amare ciò che si deve amare
e di dimenticare ciò che si deve dimenticare
vi auguro passioni
vi auguro silenzi
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio
e risate di bambini
vi auguro di resistere all’affondamento,
all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca.
Vi auguro soprattutto di essere voi stessi.
Jacques Brel

venerdì 3 febbraio 2012

"Follia: l'entusiasmo degli altri". Charles Régismanset

365/14
"io sono giovane, 
le mie orecchie ascoltano promesse, 
la mia mente e' potenza, 
i miei occhi vedono sogni, 
i miei pensieri volano altissimi. 
sono giovane e sono forte"
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